Il mondo delle api

Promuoviamo l’uso responsabile delle risorse naturali ed esaltiamo il valore dell’apicoltura di qualità.

Nomadismo oggi

Tanti amici mi chiedono ma perché fai tutti quei chilometri per fare miele, quella che fai qua non è buono?

Effettivamente quando si è agli inizi della stagione (febbraio-marzo) ce lo chiediamo sempre, soprattutto ora che il clima e le incertezze ambientali non mancano. E che anche il nomadismo delle api che fu un buon elemento di crescita per le aziende apistiche del passato oggi risulta elemento di incertezza, perché non sempre si fa il miele anche spostando le api.

Per pensare al nostro lavoro c’è da calarsi nei panni dei pastori che praticano la transumanza che si spostano per cercare i prati migliori, gli alpeggi più ricchi e le loro giornate sono scandite dai bisogni degli animali. E anche se si tratta animali differenti che si muovono con ali al posto di zampe le api ci portano ad una vita di continua ricerca di prati e piante in fiore.

Mi chiedono spesso se le api non soffrono ad essere spostate?

Certamente c’è modo e modo, e serve arte per farlo, ma assolutamente non è una cosa che le danneggia.

Non entrerò nel merito delle tecniche che permettano di spostare le api in sicurezza e senza danneggiarle, certo un po’ di cose sono da dire su chi sono le api e cosa erano in passato, anche non troppo remoto, per spiegare la loro innata vita nomadica.

La storia delle api

Le api da milioni di anni si spostano, conquistando moltissimi parti del pianeta. Facendo questo l’evoluzione ha permesso che rimanendo nei territori conquistati conquistassero a loro volta caratteri favorevoli ad una zona piuttosto che ad un’altra. E pur essendosi adattati a determinati territori questo non gli fa perdere il loro istinto primordiale di migrare per cercare nuovi luoghi ricchi di fiori.

Di questi grandi spostamenti del passato e questa voglia di ….. Un po’ come un ricordo di tempi dimenticati nell’oblio della storia ecco che in primavera ritorniamo a vedere un gesto di amore vecchio di milioni di anni.

La sciamatura, spettacolo che solo per chi l’ha osservato una volta nella vita può capire.  In questa festa di danze e rumori sdoppiano l’alveare e l’alveare con la regina vecchia con tutta la sua esperienza se ne va  carico di miele per affrontare il viaggio. Con una nuvola di api che scorta la regina parte per cercare un territorio nuovo dove fare ripartire la vita dell’alveare da capo. Noi spostando le api in parte facciamo questo, assecondare il loro bisogno di muoversi,  di cercare sempre fiori ricchi di nettare. La voglia di cercare e fare è instancabile tanto che gia dopo pochi minuti che le api sono in un territorio nuovo vediamo che fanno ritorno le prime api bottinatrici cariche di polline e nettare.

Oggi senza la mano dell’uomo la maggior parte degli alveari in giro per il mondo avrebbe  vita breve. Troppe sono le pressioni che vengono esercitate su questo animale sia da parte dell’uomo che da parte della natura. Senza entrare nel merito delle avversità a cui le api si devono confrontare durante l’anno, dirò che lo scopo principe dell’apicoltore è quello di far mantenere equilibrio all’interno dell’alveare. Un equilibrio ed una perfezione osservata dai più grandi naturalisti della storia e sempre di buon esempio in relazione alla società dell’uomo.

Infatti potremmo definire la società dell’alveare come anarchica, un anarchia a cui l’uomo data la sua forte personalità  non potrebbe mai raggiungere, infatti, ritroviamo come esattamente all’interno delle cellule del nostro corpo un perfetto assecondare del bisogno del prossimo, come in una grande orchestra ogni strumento è importante e suona in coordinazione agli altri e soprattutto nessuno è più importante dell’altro. Questo concetto è molto lontano dalla società dell’uomo dove vediamo si combatte una vita per ottenere titoli e prestigio che ci permettono di elevarci dal prossimo e sentirci in un qualche modo migliore.

Regioni selezionate con cura

Pratichiamo apicoltura nomade allevando api con metodo biologico, seguendo le fioriture  dalle zone costiere alla montagna. La scelta dei luoghi di produzione rappresenta un aspetto fondamentale del lavoro. Gli apiari sono posizionati in luoghi scelti con cura e incontaminati per garantire maggiore purezza rispetto alla fioritura e per ottenere un prodotto di alta qualità.

01. Apennino Reggiano

Il miele di tarassaco viene raccolto generalmente le prime settimane di aprile nella zona appenninica di Castelnovo ne’ monti

02. Piemonte

Il miele di acacia viene raccolto nei mesi di aprile – maggio nella pedecollina piemontese

03. Pedecollina emiliana

Il tiglio è da sempre apprezzato come ornamento di case e ville storiche, in cui si ritrovano esemplari centenari e maestosi e da cui produciamo il miele di tiglio

04. Colline Piemontesi

Nella pedecollina piemontese raccogliamo il miele di castagno generalmente durante il mese di giugno

05. Val Camonica

In piena estate nei prati alpini della Val Camonica, le api si spingono a raccogliere nettare fino ai valichi dove incontrano diverse specie fiorali come rododendro, dei lamponi, della lupinella, dei trifogli e di innumerevoli altre specie dei prati e dei pascoli di montagna

06. Pedecollina Reggiana

Il miele millefiori viene raccolto nel periodo estivo tra giugno e luglio. Le caratteristiche di questo miele variano molto di anno in anno, questo perché le piante presenti, in  genere erbacce pur essendo le stesse possono contribuire in quantità diversa nell’afflusso nettarifero di cui si compone il miele

Mappa dove raccogliamo il miele italiano
Appassionati del mondo delle api

Naturalmente dall'alveare

Il nostro miele è un prodotto 100% italiano, biologico, naturale, non filtrato e non pastorizzato. L’assenza di processi di produzione complessi, garantisce il mantenimento delle proprietà benefiche del miele.

La Società commercializza miele esclusivamente di propria produzione, al fine poter garantire con sicurezza la qualità del prodotto.

Alcune curiosità sul miele

La cristallizzazione del miele è un processo totalmente naturale. Dobbiamo sapere che il miele è fatto di nettare di fiori, nel quale sono presenti fruttosio e glucosio, ossia due diversi tipi di zucchero. Gli zuccheri sono circa il 70%, mentre l’acqua è solo il 18%. Il motivo per cui avviene la cristallizzazione è che il miele è una soluzione sovrassatura in cui, cioè, il soluto è maggiore del solvente. La conseguenza è che il glucosio tende a separarsi dall’acqua e a precipitare sotto forma di cristalli. Nel caso in cui il glucosio sia presente in quantità maggiore, il miele cristallizza più rapidamente, mentre se c’è più fruttosio resta liquido più a lungo. La cristallizzazione quindi conferma la naturalità e autenticità e testimonia che il miele non ha subito trattamenti industriali.

Oltre a molti componenti nutrizionali, il miele contiene sostanze che gli conferiscono capacità battericida e antisettica. Affinché il miele aiuti con il mal di gola, l’ideale è prenderlo diluito in latte o the caldo e berlo oppure mescolato con una spremuta di limone a acqua tiepida. 
Quando si soffre di irritazione alla gola, il miele è un rimedio perfetto per calmare il dolore poiché questo prodotto idrata, nutre, ripara e protegge la zona, donandole più umidità e alleviando il bruciore.
Culture antiche come l’Egitto, la Grecia o Roma usavano già il miele per la cura del corpo e della pelle. Conoscevano le sue proprietà emollienti e idratanti, usavano questo prodotto in unguenti, lozioni e creme di bellezza e nella composizione di maschere.
Ricordiamoci che nel miele ci sono 180 componenti e che le proprietà che conferiscono a questo prodotto (cicatrizzanti, antinfiammatorie, antiossidanti, antisettiche, …) derivano gran parte delle sue funzioni di alleato per la bellezza. In cosmetica vengono considerate le sue funzioni principali:
-Umidificante: il miele è in grado di assorbire e conservare l’umidità ambientale, restituendo un aspetto lucido alle pelli secche e stanche.
-Idratante: oltre a idratare, forma un film protettivo che impedisce alla pelle di perdere la sua naturale idratazione.
– Emolliente: aiuta ad ammorbidire la pelle.
– Tonico e rinfrescante.
– Anti-irritante: il miele aiuta rapidamente a migliorare la pelle arrossata, irritata o secca.
– Antietà: il miele è un ricostituente del tessuto epiteliale e un antiossidante riconosciuto che aiuta a prevenire l’invecchiamento precoce della pelle.
– Migliora le piccole imperfezioni e le infiammazioni della pelle e ha un effetto purificante.
Sia il miele che lo zucchero sono dolcificanti, sono fonti di carboidrati semplici e forniscono calorie simili peró ci sono alcune proprietà che fanno la differenza tra il miele e lo zucchero bianco. 
Una delle principali differenze è la proporzione degli zuccheri, poiché lo zucchero bianco è composto al 100% di saccarosio, cioè è uno zucchero semplice, mentre il miele è composto per l’80% da zuccheri semplici contenenti glucosio, fruttosio, maltosio e in misura minore saccarosio. Tra il 15 e il 18% è acqua. Il resto corrisponde a proteine, trigliceridi, acidi grassi, minerali, vitamine ed enzimi naturali.
Il miele fornisce antiossidanti e micronutrienti come vitamine e minerali.
Inoltre, il miele ha un indice glicemico inferiore rispetto allo zucchero. Per essere chiari, la velocità con cui un alimento aumenta la glicemia è chiamata indice glicemico. Che il miele abbia un indice glicemico più basso è dovuto, tra l’altro, alla presenza di fruttosio che lo zucchero non ha. A livello metabolico, il miele ci fornisce energia sostenuta nel tempo perché il fruttosio viene assorbito più lentamente, senza produrre picchi di zucchero nel sangue così elevati.
Infine il suo potere dolcificante è maggiore di quello dello zucchero, ecco perché, a parità di quantità, il miele addolcisce di più. Per questo motivo abbiamo bisogno di una quantità minore di miele rispetto allo zucchero per addolcire qualsiasi tipo di alimento.
Dal punto di vista formale e salutistico, il miele ha una data di consumo preferibile di due anni dopodiché inizia a perdere le proprietà e aromi originali. Pero trascorso questo tempo si può comunque consumare se è stato conservato in un luogo secco a temperatura corretta.  
Sono diversi i fattori che aiutano a preservare il miele nel tempo:
1.Basso contenuto di acqua, i microrganismi nocivi non possono svilupparsi.
2.Alta concentrazione di zuccheri, è composto principalmente da fruttosio e glucosio.
3. pH acido, il pH del miele è acido, varia da 3 a 4,5, la maggior parte dei batteri nocivi preferisce un ambiente neutro o basico.
4. Enzimi, uno di questi enzimi è la glucosio ossidasi. Questo enzima produce perossido di idrogeno, un potente agente antimicrobico che impedisce la crescita di microrganismi.
Quando si acquista il miele sul mercato, è necessario assicurarsi che l’etichetta non includa ingredienti come “sciroppo ad alto contenuto di fruttosio” o “glucosio commerciale”, poiché sono additivi aggiunti artificialmente per fare in modo che il miele non si solidifichi. 
È necessario tenere sempre in considerazione che il miele puro cristallizza sempre. È solo questione di tempo prima che avvenga la cristallizzazione. Per questa ragione se vedi un vasetto di miele solidificato puoi stare sicuro che si tratta di miele puro. Se invece hai un barattolo di miele che anche mettendolo in frigorifero non cristallizza, è molto probabile che sia miele adulterato.
Il modo più semplice per sapere se il miele è puro è versarne un cucchiaino in un bicchiere d’acqua. Se raggiunge il fondo del bicchiere e si raggruma, il miele è puro.